BIO

Davide Di Maggio è nato a Milano nel 1966

Figlio d'arte, impara presto dal padre Gino Di Maggio (collezionista, editore, promotore e organizzatore di mostre ed eventi culturali che da oltre trent'anni presiede la Fondazione Mudima di Milano, prima fondazione d'arte moderna e contemporanea italiana ). 
Nel 1999 apre la sua prima galleria a Milano, in Corso di Porta Romana, (Galleria Davide Di Maggio, Mudima2), con una grande mostra di Daniel Spoerri, Chambre n°13 de l'Hotel de Carcassonne de Paris, a cura di Arturo Schwarz. Dal 1999 al 2005 organizza e cura in galleria mostre tra gli altri di Jean-Michel Basquiat, Meret Oppenheim, Richard Kern, Zhang Xiaogang, Valerie Favre, Robert Klumpen, Markus Willeke, Helge Hommes, Helmut Schober, Tim & Frantiska Gilman e una selezione di artisti italiani tra cui, Federico Guida, Nicola Verlato, Luca Pignatelli, Francesco Pignatelli, Sergio Fermariello, Antonio Paradiso, Diamante Faraldo, Giovanni Manfredini, Barbara Nahmad, Claudio Marconi, Natalie Silva, Alessandro Bellucco, Alberto Castelli. Contemporaneamente, nel 2001, apre tra i primi italiani, la sua prima galleria a Berlino, in Torstrasse nel Mitte, con la mostra Borderline, con Diamante Faraldo, Fabrizio Orsi e Barbara Nahmad. Nella prima sede berlinese della galleria, dal 2001 espone il gruppo di artisti con i quali collabora, tra i cui Federico Guida, Luca Pignatelli, Giovanni Manfredini, Nicola Verlato, Francesco Jodice, Richard Kern, Alberto Castelli, Julien Friedler.
A Berlino, organizza inoltre alcune collettive importanti come Il bianco e nero italiano, a cura di Achille Bonito Oliva, con Andrea Salvino, Cristiano Pintaldi, Daniele Galliano, Andrea Chiesi, Gianmarco Montesano, Marco Neri, Nicola Verlato, Francesco De Grandi e Davide La Rocca, Il disegno è l'inizio di tutto a cura di Luca Beatrice, con alcuni tra i più importanti artisti internazionali, tra gli altri, C. Accardi, D. Baechler, J.M. Basquiat, A. Boetti, J. Brown, Gordon Matta Clark, E. Cucchi, G. De Dominicis, W. Kentridge, A. Mondino, J. Kounellis, Sol Lewitt, M. Merz, L. Ontani, T. Oursler, M. Paladino, G. Paolini, P. Pascali, G. Penone, W. Vostell e G. Zorio e poi XXX, sempre a cura di Luca Beatrice con N. Araki, A. Corbijn, D. Galliano, N. Goldin, L. Harding, R. Kern, R. Mapplethorpe, H. Newton, Man Ray, J. Saudek, A. Serrano, R. Stuart, F. Woodman. 
Nel 2005 a Berlino la galleria si sposta nei Sophie Gips Hofe, in Sophienstrasse sempre nel Mitte, inaugurando il nuovo spazio con una grande  mostra di Francesca Woodman, a cui fanno seguito le personali di Wolf Vostell, Jean-Michel Basquiat, Oda Jaune, Franziska Klotz, Eric Andersen, Peter Ern, Roger Hansson, Nam June Paik, Yoko Ono, Dacia Manto, Luca Pignatelli, Andreas Leikauf e le collettive Italiana 1, co-curata con Ettore Sottsas con Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Giulio Paolini, Alighiero e Boetti, Emilio Prini e Luciano Fabro, poi Prüfstelle, con Manuele Cerutti , Pierpaolo Curti, Robert Klumpen, Luca Pignatelli, Tim & Frantiska Gilman, Torsten Kirchhoff, Heike Silbernagel, Herbert Volkmann ed Exsistence, con Davide La Rocca, Paolo Maggis, Luigi Presicce, Laura Pugno e Nicola Verlato.
Nel 2014 apre il suo terzo spazio a Berlino, We Gallery, in Friedrichstrasse, con la mostra GUTAI - Scream of matter, con opere di Shozo Shimamoto e Yasuo Sumi. L'attività espositiva della nuova galleria continua con la mostra INDIA - The Revealed Mysteries, co - curata con Diego Strazzer, collettiva con Subodh Gupta, Balasubramaniam, Baba Anand, Bharat Sikka, Krishnaraj Chonat, N. Pushpamala and Shilpa Gupta, la mostra Attraversare Nuovi Percorsi, con Emanuele Becheri, Loris Cecchini, Federico Pietrella, Andrea Salvino, Andrea Santarlasci, Berlin Fieber di Wolf Vostell, Bordless Surfaces con Agostino Bonalumi e Ulrike Mohr, la mostra Nil mors est ad nos: Der Tod betrifft uns nicht, di Daniel Spoerri, Europae di Claudio Gobbi, In His Room di Kurt von Bley e le collettive Die Grosse Revolte, con Nanni Balestrini, Toni Negri, Andrea Salvino e Uliano Lucas, Opera Six in Acts, con Gianfranco Baruchello, Kurt von Bley, Aneta Regel, Yoko Ono, Daniel Spoerri e Lamberto Teotino, Shift in Register con Stefano Arienti, Antonio Catelani, Daniela De Lorenzo e Nanda Vigo and Zero Friends, con Armando, Bernard Aubertin, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Dadamaino, Lucio Fontana, Yves Klein, Adolf Luther, Heinz Mack, Piero Manzoni, Christian Megert, Otto Piene, Hank Peeters, George Rickey, Jan Schoonhoven, Turi Simeti, Paul Talman, Guenther Uecker, Jef Verheyen, Nanda Vigo.
Contemporaneamente al lavoro in galleria, organizza e cura alcune importanti personali e collettive alla Biennale di Venezia e in alcuni spazi Museali e altre gallerie. 
Nel 2003 organizza e cura le mostre New Painters part 1 and 2 alla Fondazione Mudima di Milano e la collettiva MALKUNST 2 alla Fondazione Mudima di Milano ed allo Schloss Plüschow in Germania, con Martin Damman, Martin Eder, Oda Jaune, Axel Geis, Gavin Tremlett, Dimitris Tzamouranis,  Erik Schimdt, Franziska Klotz, Marten Frerichs e Kailiang Yang.
Alla Biennale di Arti Visive di Venezia nel 2007 organizza la grande mostra di Lee Ufan, Resonances a Palazzo Palumbo Fossati, a cura di Achille Bonito Oliva, nel 2008, per la Biennale di Architettura di Venezia,co-curata con Lorand Hegyi, The Bearable lightness of Being - The Metaphor of the Space, a Palazzo Pesaro Papafava, una collettiva focalizzata su alcune artiste internazionali, tra cui, Marina Abramović, Eija Elisa Athila, Maja Bajevic, Renata Boero, Letizia Carriello, Danica Danic, Gloria Friedman, Siobhan Hapaska, Candida Hoefer, Oda Jaune, Tessa Manon de Uyl, Sabrina Mezzaqui, Yoko Ono, Anila Rubiku, Katharina Sieverding e Francesca Woodman. Nello stesso anno organizza e cura con Achille Bonito Oliva la mostra Il mistero buffo della pittura di Oda Jaune alla Fondazione Mudima di Milano. 
Nel 2010 sempre alla Biennale di Architettura di Venezia, alla Tesa di San Cristoforo all'Arsenale Novissimo, organizza e cura assieme a Lorand Hegyi e Andrea Bruciati, la seconda parte del progetto, The Bearable Lightness of Being - The Metaphor of the Space 2, incentrata su una selezione di artisti internazionali, tra cui Franz Ackermann, Michael Beutler, Tobias Collier, Pierpaolo Curti, Cyprien Gaillard, Paolo Gonzato, Dan Graham, Francesco Jodice, Nam June Paik, Aris Kalaizis, Wolfgang Laib, Ciprian Muresan, Robin Rhode, Andrea Santarlasci, Luca Trevisani, Günther Uecker, Alexander Ugay, Guido Van der Werve e Jordan Wolfson.
Nel 2011, per la Biennale di Arti Visive di Venezia, organizza e cura a Palazzo Vendramin Calergi, (Palazzo del Casinò), la mostra Riflessi dell'Arte Italiana, con Gabriele Basilico, Letizia Cariello, Loris Cecchini, Salvatore Falci, Flavio Favelli, Paolo Gonzato, Francesco Jodice, Fabio Mauri, Maurizio Nannucci, Luca Pancrazzi, Alfredo Pirri e Andrea Santarlasci, con la partecipazione straordinaria di Roman Opalka.
Nel 2012 organizza e cura con Lorand Hegyi e Bruno Corà la mostra di Günther Uecker e Enrico Castellani, a Cà Pesaro, Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Venezia. Nel 2013, sempre con Lorand Hegyi, organizza e cura la mostra di  Günther Uecker, Enrico Castellani e Tony Cragg, al Musée d’art moderne de Saint-Etienne Métropole. Nel 2013 cura la mostra di Thomas Lange. Nel 2018 ha curato le mostre Vogliamo Tutto  di Nanni Balestrini, e The Other Half part of the Sky may be Obscured? di Daniel Spoerri e Giovanni Manfredini  a Palazzo Ducale di Massa, A giugno 2018 ha curato e organizzato a Napoli alla Chiesa delle Scalze, la mostra Evidence of Contemporary Disquiet con artisti come Eija-Liisa Ahtila, Günther Brus, Enzo Cucchi, Berlinde De Bruyckere, Giorgio De Chirico, Angus Fairhurst, Nan Goldin, Sandra Hauser, Jörg Immendorff, Mark Manders, Giovanni Manfredini, Jonathan Meese, Evan Penny, Andrea Salvino, Markus Schinwald, Dash Snow, Francesca Woodman. Nel 2019 ha curato la mostra di Wolf Vostell, Fandango, alla Fondation du Doubte di Blois e Vogliamo Tutto, di Nanni Balestrini alla Biblioteca Classense di Ravenna. Con Nerina Toci la mostra Il corpo è un livido a Palazzo Ducale di Massa, con Diane Arbus, Nan Goldin, Shirin Neshat, Gina Pane e Francesca Woodman.
Nello stesso anno ha curato le mostre Come un pensiero leggero di Daniela Alfarano, Per non dimenticare Sarajevo di Mladen Ozmo Music e la mostra di Radomir Damnjan alla Fondazione Mudima di Milano, di MONO-HA, alla galleria Cardi di Londra e con Gigiotto Del Vecchio, la mostra My Life in Flux..., sempre alla Galleria Cardi di Londra.
Nel 2020 ha curato la mostre La Face autre de l'Autre face, al Musée Urbain Cabrol di Villefranche in Francia, e allo Chateau d'Assier ad Assier in Occitania e le stessa mostra alla Fondazione Mudima di Milano. Nello stesso anno le mostre di Nicola Verlato e Piero Pizzi Cannella alla Biblioteca Classense di Ravenna per il progetto Ascoltare Bellezza, a cura di Paolo Trioschi. 
Nel 2021 ha organizzato e curato la mostra Evidence of Contemporary Papers, alla Fondazione Mudima di Milano, con gli artisti Daniela Alfarano, Alessandro Bazan, Joseph Beuys, Jake and Dinos Chapman, Martin Dammann, Diamante Faraldo, Formento & Sossella, Claire Fredric, Bryson Gill, Dick Higgins, Oda Jaune, Milan Knizak, Yoko Ono, Andrea Salvino, Andrea Santarlasci, Markus Schinwald, Gianni Emilio Simonetti, Fausta Squatriti, Lee Ufan, Alessandro Verdi e Wolf Vostell. Sempre quest'anno ha curato la mostra Malen und Zeichen all'Associazione21 di Lodi con gli artisti Brigitte Aubignac, Valerio Carrubba, Pierpaolo Curti, Martin Damman, Diamante Faraldo, Manuela Franco, Franziska Klotz, Robert Kluempen, Sergio Lombardo, Dietmar Lutz, Giovanno Manfredini, Bas Meerman, Santi Moix, Luigi Presicce, Andrea Salvino, Andrea Santarlasci, Serban Savu, Markus Schinwald e Wolf Vostell e la mostra di Fabio Mantegna Tutto di Personale alla Fondazione Mudima di Milano. 
Nel 2022 curerà la mostra L'archivio ritrovato, omaggio al grande fotografo Nicola Sansone alla Fondazione Mudima di Milano con Renato Corsini, la mostra di Alighiero Boetti, Insicuro noncurante, al LOC di Capo d'Orlando. A marzo 2022 curerà, con Lorand Hegyi la mostra Nam June Paik / Wolf Vostell alla Wooson Gallery di Daegu (South Korea)
Ha pubblicato numerosi libri e cataloghi.