Wolf Vostell

Wolf Vostell, (Leverkusen, 1932 - Berlino, 1998)

Wolf Vostell nasce a Leverkusen (Colonia) nel 1932 da una famiglia di origine ebraica che dovette lasciare il paese all'inizio della guerra. Negli anni cinquanta viaggia molto fra Colonia, Parigi e la regione spagnola dell'Estremadura (dove conoscerà la sua futura moglie, Mercedes, e dove oggi si trova il Museo Vostell Malpartida). Nel 1954 a Parigi scopre il termine decoll/age, che oltre a significare decollo, elevazione di un aereo da terra, vuol dire anche separazione, distacco, morte.
Per Vostell il televisore diventa il ready-made per eccellenza già dalla fine degli anni Cinquanta: nel 1958, in un contesto di denuncia del nuovo mezzo televisivo, Vostell aveva realizzato una ricostruzione "privata", la Schwarzes Zimmer la "camera nera" della memoria tedesca, creando un'analogia tra nazismo ed informazione televisiva. Nel 1958 Vostell dà vita ai TV dé-collage e c’è chi con questa data vede la nascita della videoarte. Nei primi anni Sessanta, insieme a Ben Vautier, Ben Patterson, Philip Corner, Dick Higgins, Takako Saito, Emmett Williams, La Monte Young, Henry Flynt, John Cage, George Maciunas, Nam June Paik, Yoko Ono, Giuseppe Chiari, e altri Vostell fa parte della costellazione Fluxus di cui diviene un protagonista di spicco inserendosi così in un’orbita internazionale. Nel 1963 Vostell espone per la prima volta Television dè-coll/age presso la galleria Parnass di New York. Significativo è il video girato in 16mm. “Sun in Your Head", della durata di sette minuti, le immagini sono riprese da comuni programmi della televisione
tedesca alterati elettronicamente. Il soggetto di questo video, il confronto tra materia animata e materia inanimata, ritorna nel corso degli anni Settanta e Ottanta anche nelle dieci versioni, eseguite dal 1975 al 1986, di Endogene Depression (4-5). In America, a New York, nel maggio del 1963, Wolf Vostell aveva presentato alla Smolin Gallery l'opera 6 TV-dé-coll/agen, la prima "videoinstallazione" esposta negli Stati Uniti, nella quale sei televisori presentavano diverse forme di anomalie, anche con immagini estrapolate da comuni trasmissioni televisive, smontate, ricomposte e alterate da disturbi e interferenze. Dopo il 1970 gran parte della sua produzione si concentra su performances e happenings, quadri-oggetto, assemblages e disegni; le sue opere riprendono sia la grande pittura del Cinquecento e del Seicento, sia i grandi drammi della Storia, gli
effetti della seconda guerra mondiale e la guerra fredda (la serie Zyklus Calatayud e quella BerlinFieber nel '73): la morte, il caos, la disperazione, la speranza, che nell'atto creativo dell'arte trova la sua prima espressione, sono i temi predominanti. Nel 1980 Vostell realizza la serie di dipinti dedicati alla principessa Giovanna di Castilla, Giovanna La Pazza. Nel 1989, in occasione della caduta del muro di Berlino, realizza il trittico 9 November 1989, che viene esposto a Berlino Est, e The fall of the Berlin Wall, nell'anno successivo; anche in queste opere egli impone una profonda riflessione, affrontando il tema del muro come metafora della paura e delle chiusure politiche ed
economiche che bloccano l'uomo nella sua aspirazione alla libertà . Instancabile testimone ed osservatore della realtà , Vostell si interessa agli altri disastri che continuano ad affliggere il mondo: la Guerra del Golfo e la guerra in Bosnia (Fine del Golfo, nel '91; Sara-Jevo 3 Fluxus Pianos, nel '94; Shoah 1492-1945, tra il '92 ed il '97). Muore a Berlino nel 1998.
Il 10 dicembre 2014 Wolf Vostell è stato insignito postumo del “Premio Internazionale del Museo del Muro di Berlino per i Diritti Umani”.

English

German Plasticien artist, Wolf Vostell is born in Leverkusen in 1932. He is not yet 20 years old when he begins his first works. In 1953, he begins training in lithography, and then studies typography at the School of Arts and Crafts (Ecole des Arts et Metiers) in Wuppertal. Deeply impressed by his trip to Paris in 1954, Vostell creates his first "dé-collage," a term that makes the headlines in Le Figaro. In 1955-56, the young man follows the course of painting and drawing at the National Superior School of Fine Arts in Paris (Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts de Paris), then in 1957, those of the Dusseldorf Art Academy. In 1958, Vostell participates in the first European Happening in Paris (The theater is on the street I), and produces his first objects with TV and cars’ components. He moves to Cologne in 1959. Wolf Vostell is the first artist who from the late '50s, refers to the history of the Third Reich (Auschwitz, Treblinka) in his facilities. The artist enters the Fluxus movement, which he is co-founder in the early 60s. In 1961, he directs "Cityrama I", first environmental happenings taking place in twenty-six locations in Cologne. Wolf Vostell subsequently organizes several large-scale happenings (Wuppertal, Aix-la-Chapelle, Ulm, etc.). In 1969, his work revolves around concrete (embedding in concrete). In 1971, Vostell moves to Berlin and, five years later, he founds a museum dedicated to his work and Fluxus in Malpartida of Cáceres (Spain). Wolf Vostell dies in Berlin in 1998.