Robert Klümpen - Lenz

a cura di / curated by Davide Di Maggio

ANNO 2003

Lenz
GALLERIA DAVIDE DI MAGGIO, MILANO
Mostra personale di Robert Klumpen. L'artista trentenne, originario di Dusseldorf, ha creato per la mostra milanese una serie inedita di lavori tra cui un grande trittico di mt.2,80 x 6,60. Klumpen predilige soggetti colti nello scorrere abituale della vita quotidiana e sono vedute e angolature di supermercati affollati di merci ma deserti di avventori, chioschi e insegne pubblicitarie, porte che si schiudono lasciando intravedere personaggi assorti e solitari...

La Galleria Davide Di Maggio presenta per la prima volta in Italia una mostra personale di Robert Klümpen, artista trentenne originario di Dusseldorf, che ha creato per la mostra milanese una serie inedita di lavori tra cui un grande trittico di mt.2,80 x 6,60. 
Il giovane artista tedesco predilige soggetti colti nello scorrere abituale della vita quotidiana e sono vedute e angolature di supermercati affollati di merci ma deserti di avventori, chioschi e insegne pubblicitarie, porte che si schiudono lasciando intravedere personaggi assorti e solitari, o ancora blow up di scaffali di negozi di liquori o di bancali di cassette di birra che ricordano le atmosfere claustrofobiche e irreali di certe fotografie di Andreas Gursky. 
Il modo in cui l'artista usa i colori, puri e stesi per larghe campiture e soprattutto il trattamento cui sottopone gli acrilici, largamente diluiti e vibranti di colature, pongono per la pittura dell'artista lontana dalle atmosfere rarefatte del precisionismo ottico di Edward Hopper, di cui comunque condivide temi quali la cosificazione dell'individuo e la sua angoscia esistenziale, l'isolamento, lo spleen e la spersonificazione. 
L'uso di acrilici molto diluiti conferisce alle opere un aspetto sfratto e acquoreo, talvolta apparentemente vicino a certi risultati della Bad Painting britannica, da Martin Maloney a Nicky Hoberman, anche se a differenza di essi l'artista tedesco rimane sempre in possesso del controllo sulle componenti formali e costruttive dell'immagine quali prospettiva, scansione in profondità luminosità e proporzione. 
Ne deriva una pittura fresca, libera e ariosa, che si sarebbe tentati di definire infantile, ma che nasconde in realtà una profonda sapienza tecnica e che sa dar voce, con schiettezza e rigore, al grido afono e soffocato dell'alienazione dell'uomo contemporaneo, all'identità precaria di chi sa che la propria autoaffermazione è legata al comprare, o al sapere vendere, questo o quel prodotto,in uno stato di costante deriva in un oceano di merci indifferenziate. 

Galleria Davide Di Maggio - Mudimadue 
C.so di Porta Romana, 6 
Milano